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Il fenomeno dei lavoratori che espatriano dopo aver raggiunto la pensione sta rapidamente crescendo in Italia negli ultimi anni, ma ci sono Paesi dove questa tradizione è molto più consolidata e muove numeri imponenti anche verso l'Italia. Cosa possiamo ricavare dalla loro esperienza?

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I pensionati espatriati provengono da molte parti del mondo ma sono particolarmente numerosi i cittadini dei paesi anglosassoni.

map 1019833 640Secondo la Social Security Administration nel 2014 i pensionati USA che ricevevano la pensione all'estero erano più di 600.000, il 250% rispetto a dodici anni prima. Poiché questo numero non include quelli che mantengono il conto corrente negli Stati Uniti il numero totale probabilmente raddoppia.

International Living, rivista americana specializzata, prevede che questo numero crescerà ancora più in fretta nei prossimi anni: i loro abbonati paganti sono passati da 39.000 a 100.000 in soli cinque anni, così come sono più che raddoppiati i partecipanti ai loro eventi pubblici. E fra poco ci sarà l'ondata dei baby-boomers, 3,3 milioni dei quali stanno progettando di espatriare appena pensionati secondo la rivista di settore Travel Market Report.

Perché così tanti statunitensi prendono questa decisione? Secondo la Wharton University, il fattore chiave è il (poco) denaro o meglio la mancanza di fiducia che i risparmi e la pensione bastino per una vecchiaia serena. Nel 2012 solo il 14% dei lavoratori si dichiarava "molto fiducioso" sul proprio benessere come pensionato ed è comprensibile, vista la durezza con cui la crisi ha colpito la classe media americana.

doctor 1015626 640Uno dei fattori di maggiore preoccupazione è quello legato alle spese mediche. Fidelity Investments ha stimato che una coppia di 65 anni andata in pensione nel 2012 dovrà spendere in totale 240.000$ per cure non coperte dalla sanità pubblica. Molti adottano la strategia di andare in Paesi con buoni servizi sanitari pubblici e con una frazione di quella somma attivano un'assicurazione sanitaria di ottimo livello per gli interventi più complessi.

Sorprenderà non pochi Italiani sapere che i la sanità italiana ha un buona reputazione all'estero. Experts for Expats afferma perentoriamente che "in Italia l'assistenza sanitaria varia da buona ad eccellente" ed aggiunge che una serie di fattori, come la dieta mediterranea ed il clima, contribuiscono a tenere in buona salute. Dello stesso parere è International Living che nel suo rapporto generale sull'Italia evidenzia che l'Organizzazione Mondiale della Sanità pone il Paese al secondo posto nella classifica mondiale per i servizi sanitari (gli USA sono al 37°, UK al 18°). La ricerca è un po' datata, risalendo al 2000, ma il concetto è rinforzato dall'OMS nel 2014 quando pone l'Italia nei primissimi posti al mondo per l'aspettativa di vita (5° posto per le donne, 7° per gli uomini).

I cambiamenti della società americana stanno incentivando la decisione di espatriare. I figli spesso sono costretti a cambiare città o nazione per trovare lavoro e per i genitori viene meno uno dei punti di ancoraggio più forti; allo stesso tempo la tecnologia aiuta a rimanere in contatto, pur non sopperendo completamente.

map 1019896 640Anche il Regno Unito ha una consolidata tradizione di "retired expat" con una legislazione flessibile ed attenta ai loro bisogni. Molti di loro usano la legge 2006 sui QROPS che permette di trasferire il proprio fondo pensione in un Paese "tax efficient" come Malta ed essere pagati in un altro paese a scelta, per esempio l'Italia. I vantaggi sono che si può prelevare subito il 30% del fondo senza pagare tasse in UK e che il fisco britannico non tassa la rendita e la successione. 

Il Guardian nel suo articolo Where do UK expats live? dipinge un quadro di notevole mobilità in cui 4.7 milioni di Britannici, circa il 10% della popolazione, risiedono fuori dalla madrepatria. Molto gettonate sono Spagna e Francia che da sole ne assorbono più di un milione.
Possiamo stimare i "retired expat"; in Europa (esclusa UK) siano 350.000 con l'Italia che ne ospita 34.000.

patriot 1019867 640Tra le regioni italiane, la meta tradizionale degli expat è la Toscana ma sta aumentando il trend di quelli che cercano la cucina, la bellezza, il clima italiani in località meno costose e conosciute ma altrettanto belle come le Marche (con loro cultura e la loro cucina)  e l'Abruzzo.

Viste tutte queste premesse favorevoli, cosa può fare l'Italia per attrarre gli expat? Guardando l'esperienza altrui, il catalizzatore che innesca i casi di successo locali spesso non richiede particolari investimenti anticipati. Aiuta avere attenzione alle esigenze degli stranieri, ad esempio creando uno sportello unico in inglese per tutte le pratiche burocratiche. Aiuta avere qualche piccola esenzione sulle tasse locali per qualche anno, così come avere una linea aerea diretta tra Londra e i nostri aeroporti locali. Soprattutto, aiuta creare una linea di comunicazione diretta tra expat ed economia locale, in modo che uno statunitense che voglia trasferirsi possa trovare facilmente via internet tutte le risorse necessarie.     

 

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